Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Celtico, celtiberico

- II - I sec. a.C.

a cura di: Coline Ruiz Darasse


  • Presentazione
  • Approfondimenti


Tessera hospitalis, detta Tessera Froehner


I Celtiberi sono una popolazione celtica che ha occupato l’ altopiano a nord della Meseta centrale nella penisola iberica nel corso della seconda età del Ferro.

Il “celtiberico” è la lingua parlata dai Celtiberi la cui presenza è certa a partire dal IV sec. a.C. ma la cui lingua non è attestata epigraficamente prima del II sec. a.C. Veniva parlata e scritta in maniera verosimilmente omogenea ma puntuale.

A contatto con le popolazioni iberiche, i Celtiberi hanno mutuato la loro scrittura nella valle dell’Ebro.

Questo prestito ha dato luogo alla nascita di due varianti grafiche: la scrittura celtiberica orientale e la scrittura celtiberica occidentale, che si distinguono l’una dall’altra per alcune differenze, in particolare nella notazione delle nasali /n/ e /m/.

• la variante di Botorrira (orientale) utilizza la n iberica per /n/ e la m iberica per /m/ (attenzione! Il segno che assomiglia ad una m iberica non è il suono /m/ ma il suono /s/)

• la variante di Luzaga (occidentale) utilizza la m iberica per /n/ e la m accentata iberica (m’) per /m/.

 

Alcune iscrizioni celtiberiche sono ugualmente scritte in alfabeto latino.

Uno dei tratti originali della epigrafia celtiberica consiste nella utilizzazione di una scrittura semisillabica per trascrivere una lingua indoeuropea alla quale essa non si è del tutto adattata (dal punto di vista degli scrittori e lettori latinocentrici).

Da qualche anno, la ripresa di una ipotesi di Joan Maluquer da parte di Joan Ferrer i Jané ha permesso di confermare che certe varianti di segni (con o senza diacritici) sarebbero in realtà dei mezzi per annotare diversi luoghi di articolazione. Queste due varianti di notazione sono chiamate il sistema duale

Nel dominio celtiberico, grazie al confronto fra due tesserae hospitales (tra la tessera di Tarvodurum CT-2A [in scrittura latina] e quella di Uxama K.23.2, a forma di cinghiale [in scrittura celtiberica]) si è potuto identificare questo sistema (Jordan Colera, 2005). I due testi differiscono solo per una sillaba (letta sia bo che ta). 

L’uso di questo sistema duale da parte dei Celtiberi dà una indicazione sul momento in cui essi hanno potuto mutuare la scrittura dai loro vicini iberi. Ciò è più precisamente avvenuto verso il III sec. a.C., a contatto con gli Edetani.



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