Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Cipro-sillabico

- (XI - II s. a.C.)

a cura di: Anna Cannav


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British Museum


Il cipro-sillabico è, come lo indica il nome stesso, un sistema di scrittura a carattere sillabico attestato a Cipro fra la seconda metà dell'XI s. a.C. (obelos di Opheltes, ICS 18g) e la fine del II s. a.C. Esso è composto da un massimo di 56 segni, con varianti locali più o meno significative sia nella forma dei segni stessi, sia nella cronologia e nella struttura del repertorio; quasi tutti i segni, con l'eccezione di quello per ye (noto solo nella variante pafia recente) sono attestati nella variante più diffusa di sillabario, detto pertanto "sillabario comune".
I testi in sillabario comune sono abitualmente sinistroversi, e hanno un'area di diffusione piuttosto vasta: si trovano sostanzialmente in tutta l'isola, con l'eccezione della regione sud-occidentale, la regione di Pafo, caratterizzata da un suo peculiare repertorio di segni detto pertanto "sillabario pafio". Quest'ultimo, a differenza del sillabario comune, è spesso impiegato in testi destroversi, ed è caratterizzato da una sua cronologia interna: si parla infatti di "sillabario pafio antico", documentato essenzialmente da testi di VI s. a.C., e di "sillabario pafio recente", con documenti soprattutto di IV s. a.C.
Attraverso la scrittura cipro-sillabica venivano espresse due lingue:
- il greco, nella forma del dialetto arcado-cipriota, introdotto a Cipro a seguito dell'ellenizzazione dell'isola nel XII s. a.C. da parte di genti micenee;
- una lingua locale, che si è soliti chiamare "eteocipriota", probabilmente pregreca, che benchè leggibile (le iscrizioni eteocipriote sono redatte in sillabario comune, e i valori fonetici sono gli stessi che nelle iscrizioni esprimenti del greco) rimane tuttavia indecifrata. Il corpus di iscrizioni eteocipriote è in ogni caso limitato numericamente (non più di una quindicina di testi), geograficamente (quasi tutti i testi provengono dalla regione di Amatonte) e cronologicamente (si tratta quasi solo di testi di IV s. a.C.).
A partire dal VI s. a.C. (a quanto risulta dalla nostra documentazione attuale) fa la sua comparsa a Cipro la scrittura alfabetica greca, esprimente esclusivamente il greco (mai l'eteocipriota) e di uso sporadico fino alla piena età classica. L'uso del sillabario comincia a decadere con la seconda metà del IV s. a.C., per scomparire del tutto alla fine del III. Sono note alcune iscrizioni digrafe (redatte in greco sia in scrittura cipro-sillabica che alfabetica), oltre ad un'importante bilingue digrafa (ICS 196: redatta in eteocipriota in scrittura sillabica, e in greco in scrittura alfabetica).
I testi conservati sono di differenti tipologie, con netta preponderanza di iscrizioni votive e funerarie; d'altra parte fra i (relativamente poco numerosi) testi di carattere pubblico sono comprese alcune fra le più importanti e note iscrizioni cipriote, quale la già citata bilingue di Amatonte (ICS 196: 310 ca. a.C.) o la tavoletta di Idalion (ICS 217: 478-470 ca. a.C.). La stragrande maggioranza dei testi finora noti è incisa su pietra; frequenti sono anche quelli dipinti o graffiti su ceramica, mentre decisamente più rari sono i testi incisi su supporto metallico (quale la già citata tavoletta di Idalion).
La decifrazione della scrittura cipro-sillabica non può essere attribuita ad un unico studioso, ma conta un certo numero di tentativi, alcuni davvero geniali, inizialmente da parte di studiosi di differenti discipline, e solo in seguito di filologi ed esperti di lingua greca. A partire dalla bilingue fenicio-cipriota di Idalion (dedica a Reshef Mikal - Apollo Amyklos: ICS 220, inizio IV s. a.C.) l'assiriologo George Smith effettuò nel 1871 un primo tenativo di lettura, sviluppato e perfezionato in seguito anche sulla base della tavoletta di Idalion dall'egittologo Samuel Birch (1872), dal numismatico J. Brandis (1973), dai filologi Moriz Schmidt, Wilhelm Deeke, Justus Siegismund (1874), dal dialettologo H.L. Ahrens (1876).
L'origine egea del sillabario cipriota è riconosciuta a partire dalla fine del XIX s., a seguito degli studi di Arthur Evans (1894 e anni ss.) che identificano, in particolare, l'origine in ultima analisi minoica del sillabario in uso a Cipro nell'età del bronzo, noto come sillabario cipro-minoico e diretto antenato della scrittura cipro-sillabica dell'età del ferro. Dopo più di un secolo di studi la linea di discendenza che lega Lineare A, Lineare B, cipro-minoico e cipro-sillabico non è stata ancora definita in dettaglio, a causa di persistenti lacune nelle nostre conoscenze, prime fra tutte la mancata decifrazione della Lineare A e del cipro-minoico.

Nota: la sigla ICS rimanda al corpus di iscrizioni cipro-sillabiche di OLIVIER MASSON, Les Inscriptions Chypriotes Syllabiques, Paris: Éditions E. De Boccard, 1983 (seconda edizione).


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