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Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Geroglifico cretese

- XVIII - XVII sec. a.C.

a cura di: Maurizio Del Freo


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  • Approfondimenti


Medaglione dallo 'Hieroglyphic Deposit' di Cnosso, XVIII sec. a.C. (Museo di Herakleion, Creta)


Il “geroglifico” cretese è una scrittura non decifrata, attestata a Creta e, sporadicamente, nelle isole del Mare Egeo (Citera e Samotracia) fra il XVIII e il XVII sec. a.C., il periodo dei cosiddetti “primi palazzi” cretesi. È possibile, tuttavia, che le sue prime attestazioni risalgano al periodo “prepalaziale”. Alcuni sigilli provenienti dalla Creta centrale e databili fra il XXI e il XIX sec. a.C., infatti, presentano tracce di una scrittura simile (la cosiddetta “scrittura di Archanes”, dal nome del luogo in cui sono stati trovati i sigilli). Alcune impronte di sigilli con iscrizioni in “geroglifico” cretese sono state trovate in contesti databili al XV sec. a.C. Tali datazioni, lungi dal testimoniare che il “geroglifico” cretese fosse sopravvissuto fino a un’epoca così tarda, si spiegano semplicemente come effetto dell’uso residuale di alcuni vecchi sigilli.


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Indice dei contenuti

Il termine "geroglifico"

La definizione di "geroglifico" cretese fu coniata da A. Evans (1851-1941) sulla base della presunta somiglianza di alcuni segni con quelli del geroglifico egiziano. Tali somiglianze si sono in seguito rivelate illusorie. Tuttavia, la definizione di "geroglifico" è stata mantenuta per ossequio alla tradizione.


Origini della scrittura

Il “geroglifico” cretese non ha antecedenti al di fuori di Creta. È probabile dunque che sia una creazione locale, in parte ispirata ai principi generali di funzionamento dei sistemi grafici vicino-orientali.

 


Tipologia delle iscrizioni

In totale, si possiedono poco più 350 iscrizioni in “geroglifico” cretese. Più della metà sono incise su documenti d’archivio in argilla (tavolette, barre a sezione quadrangolare, medaglioni, cretule con e senza impronte di sigilli, iscritti e non), circa 140 sono incise su sigilli d’avorio, di pietra o di metallo, mentre alcune decine sono incise o dipinte su vasi di terracotta e oggetti in pietra. I documenti d’archivio registrano transazioni di natura economica (entrate e uscite di derrate dai palazzi e dagli edifici annessi). La funzione dei sigilli con iscrizioni è meno chiara. La presenza di segni decorativi accanto ai segni di scrittura fa pensare ad una funzione ornamentale. Tuttavia, poiché su alcune cretule sono presenti impronte di sigilli iscritti, è probabile che questi avessero anche una funzione di tipo “economico”. Quanto alle iscrizioni vascolari non si può escludere una funzione di tipo “religioso”.


Area di diffusione delle iscrizioni

I documenti d’archivio iscritti o sigillati provengono dai siti di Cnosso, Festo, Mallia, Petras e Kato Symi (Viannos), a Creta [mappa cliccabile], e da quello di Mikro Vouni, a Samotracia. I sigilli iscritti sono per lo più di origine incerta, poiché molti di essi non provengono da scavi regolari. Tuttavia, sono per lo più ascrivibili alla Creta centro-orientale. Recentemente, tuttavia, un sigillo è stato trovato anche a Vrysinas. L'unico sigillo che sicuramente non proviene da Creta è stato trovato a Citera. Quanto ai vasi, essi provengono per lo più da Mallia.


Tipo di scrittura

Il “geroglifico” cretese, come le altre scritture cretesi dell’età del bronzo (lineare A e lineare B) è una scrittura logo-sillabica, formata cioè da logogrammi e da sillabogrammi. I primi sono segni corrispondenti a parole; i secondi sono segni corrispondenti a sillabe. Il sillabario del “geroglifico” cretese, allo stato attuale delle conoscenze, si compone di 96 segni (10 dei quali utilizzati anche come logogrammi). Per ragioni statistiche è probabile che ogni sillabogramma corrispondesse a una sillaba aperta, formata cioè da una vocale o da una sequenza di consonante + vocale. I logogrammi finora individuati sono 33 e rappresentano oggetti e derrate. A questi segni si aggiungono 4 simboli per le cifre (1, 10, 100 e 1000) e 9 per le frazioni (di valore incerto, in qualche caso usati anche in legatura). Il “geroglifico” cretese non ha un senso di scrittura predefinito. Le sequenze sillabiche, dunque, possono essere sia destrorse che sinistrorse. Spesso, tuttavia, esse sono precedute da una croce, il cui scopo è quello di marcare l'inizio della sequenza. Poiché il "geroglifico" cretese non è decifrato, i testi non sono traslitterati ma trasnumerati. Ad ogni segno, cioè, corrisponde un numero d'ordine convenzionale (vedi "Elenco dei simboli" e "Risorse on line" alla voce "CHIC. Corpus Hieroglyphicarum Inscriptionum Cretae").


Rapporti con la scrittura lineare A

I documenti in lineare A, in gran parte di tipo contabile, sono attestati fra il XIX e il XIV sec. a.C. Il “geroglifico” cretese e la lineare A sono dunque due scritture in parte contemporanee. Il fatto che solo il 20% circa dei sillabogrammi delle due scritture siano omomorfi tende a escludere processi di filiazione. La somiglianza dei logogrammi e dei segni per le cifre e le frazioni, viceversa, testimonia un’influsso reciproco in ambito contabile. Non è chiaro perché per un certo periodo di tempo a Creta siano state utilizzate due scritture distinte per scopi simili. Ancora meno chiaro è perché in un paio di casi (a Mallia e probabilmente a Cnosso) testi redatti nelle due scritture siano stati trovati nello stesso archivio.