Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Cipro-minoico

- (fine sec. XVI - XI sec. a.C.)

a cura di: Anna Cannavò


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Tavoletta d'argilla in Cipro-minoico 2, da Enkomi, XIII-XII sec. a.C. Paris, Musée du Louvre.


Con il nome di cipro-minoico si indica un insieme di scritture, fra loro affini e correlate, attestate prevalentemente a Cipro durante l'età del Tardo Bronzo (1600 - 1050 a.C.). Il nome di "cipro-minoico", elaborato da Arthur Evans nel 1909 e da allora unanimemente accettato ed utilizzato (nonostante sia stato proposto e talvolta impiegato anche il nome di Lineare C), tradisce una diretta correlazione fra queste scritture e quella cretese (la Lineare A) su cui tuttavia non vi è ancora definitivo accordo fra gli studiosi.
Il cipro-minoico è tutt'ora indecifrato. In mancanza di bilingui, e in considerazione anche del ristretto numero di testi (217, di cui tuttavia meno di una decina di estensione significativa), ogni tentativo nel senso di un'interpretazione anche solo parziale è fallito.
Sulla base dei documenti disponibili sono state individuate quattro scritture differenti:
cipro-minoico arcaico, o cipro minoico 0 (CM 0), attestato da un solo documento, una tavoletta da Enkomi di fine XVI s. a.C. contenente tre linee di scrittura (in totale 23 segni); è la scrittura cipro-minoica che mostra il maggior numero di affinità con la Lineare A.
cipro-minoico 1 (CM 1), attestato nel corso di tutta l'età del Tardo Bronzo a Cipro e ad Ugarit: esso è rappresentato da testi di vario tipo, per lo più molto brevi, su vari supporti.
cipro-minoico 2 (CM 2), rappresentato da quattro tavolette d'argilla frammentarie provenienti da Enkomi e databili al XIII - XII s. a.C.: esse recano testi di una certa lunghezza, in scrittura continua, apparentemente redatti da mano esperta.
cipro-minoico 3 (CM 3), documentato da testi provenienti esclusivamente da Ugarit, di XIII s. a.C., che tradiscono un'influenza dell'alfabeto cuneiforme ugaritico.
Le iscrizioni cipro-minoiche compaiono su diversi supporti: tavolette e cilindri in argilla recano generalmente i testi più lunghi, mentre normalmente di pochi caratteri sono le iscrizioni presenti su sfere d'argilla o pesi metallici. Sono note anche iscrizioni su avorio, ceramica, ecc.
Fra i principali studiosi ad essersi occupati delle scritture cipro-minoiche si ricordano Emilia Masson, Paolo Meriggi, Thomas G. Palaima, Nicolle Hirschfeld e Jean Pierre Olivier; a quest'ultimo si deve il recentissimo e molto atteso corpus di testi cipro-minoici, con edizione critica di tutti i documenti noti ed estensiva analisi e sistematizzazione dei repertori di segni (JEAN-PIERRE OLIVIER, Édition holistique des textes chypro-minoens, avec la collaboration de Frieda Vandenabeele [Biblioteca di «Pasiphae» VI], Fabrizio Serra Editore: Pisa - Roma 2007).


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