Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Retico

- V-I sec. a.C.


Esempi di scrittura



Lamina di Demlfeld

Lamina di Demlfeld
Fonte: de Simone, Marchesini 2013.

La lamina di bronzo iscritta da Demfeld, presso Ampass (Innsbruck, Austria) è stata ritrovata negli scavi praticati a partire dal 2002 nell'area sacra di Demlfeld (Brandopferplatz) ad opera dell'Università di Innsbruck (Tomedi et alii 2006). Il Brandopferplatz fu frequentato durante tutta la seconda età del Ferro (VI-I sec. a.C.).

La lamina in bronzo, di dimensioni 10,4 x 7,18 cm, presenta 5 linee di scrittura in ductus sinistrorso. La prima e la seconda linea sono assai lacunose. Il testo ricostruibile è il seguente: ?] s/t[2-3]ka.a[3-4] upiku tauke kleimunteis avaśuerasi IHI. Si tratta di una dedica o dono (upiku) fatta (tauke) da Kleimunte (abl.) agli Avaśuera (pertinentivo= dativo plurale).



Iscrizione da Tesero, Sottopedonda, in Val di Fiemme (Trento).

Iscrizione da Tesero, Sottopedonda, in Val di Fiemme (Trento).
Fonte: Marchesini 2012

L'iscrizione da Tesero proviene da contesto abitativo, da uno dei locali di una casa retica, inquadrabile cronologicamente nella tarda età del Ferro (in particolare tra IV e III sec. a.C.). Si tratta di un osso combusto e lucidato, recante un'iscrizione scritta in boustrophedon su cinque righe. La lettura è kakaka[? taranip/l[?  ?]aś/naφ/tṛas ṭarani[?  a. La ripetizione di Tarani[, resa locale di una divinità celtica e la formula ripetuta del deittico ka, da confrontare probabilmente con la serie dei deittici etruschi eta/eca/ta/ca, rende probabile un inquadramento del testo  in un contesto magico-religioso.



Lamina di bronzo da Cles, Mechel (Trento)

Lamina di bronzo da Cles, Mechel (Trento)
Fonte: Mancini 1975, tav. XXXV.

La lamina di bronzo, di piccole dimensioni (10 x 7 cm ca), ha forma rettangolare con gli angoli smussati e umbone centrale, a rappresentare uno scudo in miniatura. L'iscrizione corre lungo il bordo in ductus sinistrorso: uiiku φeluriesi:φelvinuale. Si tratta di un dono (la prima parola è da emendare probabilmente con upiku, ladove la prima iota è errore per pi) offerto ad un Φelurie, espresso al pertinentivo I in -si seguito dae nome aggiunto Φelvinu (patronimico maschile) in -nu espresso al pertinentivo II -ale. L'orizzonte cronologico della lamina si colloca nella fase più recente dell'epigrafia retica, da collocare tra II e I sec. a.C. (work in progress, Monumenta Linguae Raeticae).



Frammento di vaso in bronzo da Cles (Trento)

Frammento di vaso in bronzo da Cles (Trento)
Fonte: Mancini 1975, tav. LII.

Frammento di orlo e ansa di recipiente in bronzo (diam 10 cm circa). L'iscrizione è praticata con ductus sinistrorso sotto l'orlo: pianus apau. Si tratta di un "apau", forse l'oggetto in questione, di un certo Pianu. Il nome ricorre in tutto 4 volte in ambito retico e qui e espresso al caso genitivo (-s). Incerto se si tratti di patronimico maschile in -nu, tipico dell'area retica (<*Pia-nu?) o se sia da considerare un nome in -u (*Pian-u). L'iscrizione appartiene alla prima fase epigrafica retica, la cui cronologia deve essere ritenuta vicina all'inizio delle attestazioni epigrafiche (V secolo a.C.: elaborazione cronologica in corso per i Monumenta Linguae Raeticae).