Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Celtico, scritture

- IV sec. av. a.C. - I sec. d.C.


Esempi di scrittura



Gallo-latino, instrumentum: Lezoux

Gallo-latino, instrumentum: Lezoux
Fonte: RIG II.2 p.180

Il sito di Lezoux (Puy de Dôme, France) è stato un importante centro di produzione della ceramica nel I sec. d.C. Sono state rinvenute centinaia di fornaci gallo-romane e documentati più di mille nomi gallici. Questa iscrizione (RIG II, 1, L-67) è stata trovata nel 1974. La scrittura è corsiva latina.  

e[soieuri rigani rosmertiac

Io ho (o egli ha) offerto questo alla Regina e a Rosmerta

OR

o Io ho (o egli ha) offerto questo alla Regina delle feste di Rosmerta (la traduzione segue l’interpretazione di P.-Y. Lambert)

La forma ricostruita e[so] sembra essere un dimostrativo neutro. Il verbo  ieuri è l'equivalente del verbo gallo-greco ειωρου, forse qui alla terza persona singolare. Rigani è il dativo del termine "regina", preso dall’indoeuropeo. La forma Rosmerti-ac è stata considerata a lungo come un dativo in -i concordato con Rigani con la particella enclitica -ac. Tuttavia, P.-Y. Lambert (nel 2003) ha proposto l'ipotesi che si possa trattare di una forma apocopata del genitivo plurale Rosmertiacon, derivato in -akō-, il cui senso sarebbe dunque: "le feste in onore di Rosmerta”. Rosmerta è una divinità di la prosperità e di abbondanza, spesso rappresentata come la sposa di Mercurio, e il cui culto era molto diffuso in Gallia.

(esempio proposto da Francesca Ciurli)



Gallo-etrusco : Iscrizione bilingue di Todi RIG E-5

Gallo-etrusco : Iscrizione bilingue di Todi RIG E-5

Trovata nel 1839, proviene dall’Umbria, contrariamente agli altri documenti in scrittura gallo-etrusca che si concentrano soprattutto nella regione del lago di Lugano, a Nord dell’ Italia. Si tratta verosimilmente di una stele funeraria opera di una famiglia (o di un gruppo) di Galli che sapevano scrivere ma che si sono spostati più a sud nel II sec. a.C..

L’iscrizione presenta sulle due facce (A, B), ma per lo stesso defunto, un’epigrafe funeraria bilingue prima scritta in scrittura e lingua latina poi in lingua gallica e scrittura gallo-etrusca. 

Faccia A 

(latino) 

[ATEGNATEI DRVTEI F ] / .... ... COI]SIS / DRVTEI F FRATER / EIVS / MINIMVS LOCAV- / IT ET STATVIT

(La tombe) d'Ategnatos fils de Drutos, c'est son frère le plus jeune, Coisis fils de Drutos, qui l'a établie et élevée. (traduzione P.-Y. Lambert)

(gallico)

ATEKNATI TRUT- / IKNI KARNITU / ARTUAŠ KOISIS F- / RUTIKNOS

Coisis, fils de Drutos, a érigé le tombeau d'Ategnatos, fils de Drutos. (traduzione P.-Y. Lambert)

Faccia B 

(latino)  

[ATEGNATI DRVTI F ] /  ... c]OISIS DRVTI F / [F]RATER EIVS / [M]INIMVS LOCAV[ ][E] / [ST]ATVITQVI

(La tombe) d'Ategnatos fils de Drutos, c'est son frère le plus jeune, Coisis fils de Drutos, qui l'a établie et élevée. (traduzione P.-Y. Lambert) (= faccia A)

(gallico)

[AT]EKNATI TRUTI[K]NI / [KAR]NITU LOKAN KO[I]SIS / [TR]UTIKNOS

Coisis, fils de Drutos, a établi la tombe d'Ategnatos, fils de Drutos. (traduzione P.-Y. Lambert)



Gallo-greco : dedica di Ekilios alle Dee-Madri

Gallo-greco : dedica di Ekilios alle Dee-Madri
Fonte: "Le sanctuaire de la Combe de l'Ermitage à Collias (Gard)", Revue archéologique de Narbonnaise, Tome 40, 2007, p. 19, fig. 12.

Questa iscrizione trovata prima del 1869 è incisa su di un pilastro di calcare duro, di sezione quasi quadrata (23 x 20-24 cm), alto 1,29 m. Si data alla metà del I sec. a.C. (RIG. I, G-183).  

L'iscrizione conta nove linee di testo in scrittura gallo-greca. Si tratta di una dedica, da parte di Ekilios, figlio di Rumos (o Riumos), alle Dee-Madri, qualificate dall’epiteto andoounnabo (al dativo plurale)

εκιλιο/σ ρ[?]ουμαυ[ι]οσ αν/δοουν/ναβο δ/[?]δ βρατο/[υ] δεκαν/τεν

Ekilios, figlio di Romanos, ha offerto la decima/ l’ex-voto alle Ondines (?) (la traduzione segue l’interpretazione di X. Delamarre).  

Si tratta di una dedica con la formula δεδε βρατουδεκαντεν che si trova talvolta nelle iscrizioni gallo-greche. L'ex-voto è dedicato alle "divinità della fonte in basso" (Delamarre 2001, 42, sv. Andounna).



Celtiberico : Bronzo di Botorrita I

Celtiberico : Bronzo di Botorrita I

Questa tavoletta di bronzo rettangolare (40 x 10 cm) è una di quattro iscrizioni paleoispaniche che sono state ritrovate nel sito di Contrebia Belaisca (Botorrita, provincia di Saragozza, Spagna).

Trovata nel 1970, la tavoletta è scritta su entrambe le facce in scrittura celtibica orientale.

La faccia A sembra riportare un testo giuridico o legislativo, emanato da un consiglio o senato locale (tirikantam cf. gallico : tricantia, assemblea). Questa interpretazione deriva dalla ripetizione degli elementi ne... litom... neque litom cf. litus est in latino. Il secondo bronzo di Botorrita (in scrittura latina, detto "tabula Contrebiensis", CIL I2, 2951a, contiene la risoluzione di un conflitto tra due città  (Salduie e Alaun) circa la costruzione di un acquedotto, in presenza di 5 magistrati di ognuna delle due parti) costituisce un elemento di paragone particolarmente illuminante.

La faccia B sembra essere una lista di individui (di magistrati ?) la cui "funzione" è sistematicamente : bintis. È anche possibile che questo termine si debba leggere come kentis, che completerebbe le formule onomastiche con la menzione di filiazione "figlio di". Questa lista è un prezioso documento per lo studio della onomastica celtiberica tanto quanto il terzo bronzo di l Botorrita.


Trascrizione del Bronzo di Botorrita I : 

A.1. tirikantam bercunetacam tocoitoscue sarnicio cue sua combalcez nelitom
A.2. necue [u]ertaunei litom necue taunei litom necue masnai tizaunei litom soz aucu
A.3. arestaio tamai uta oscues stena uerzoniti silabur sleitom conscilitom cabizeti
A.4. cantom sancilistara otanaum tocoitei eni: uta oscuez boustomue coruinomue
A.5. macasiamue ailamue ambitiseti camanom usabituz ozas sues sailo custa bizetuz iom
A.6. asecati ambitincounei stena es uertai entara tiris matus tinbituz neito tiricantam
A.7. eni onsatuz iomui listas titas zizonti somui iom arznas bionti iom custaicos
A.8. arznas cuati ias ozias uertatosue temeiue robiseti saum tecametinas tatuz somei
A.9. enitouzei iste ancios iste esancios uze areitena sarniciei acainacubos
A.10. nebintor tocoitei ios ur antiomue auzeti aratimue tecametam tatuz iom tocoitoscue
A.11. sarniciocue aiuizas combalcores aleites iste icues ruzimuz abulu ubocum
B.1. lubos counesicum melnunos bintis letontu litocum
B.2. abulos bintis melmu barauzanco lesunos bintis
B.3. letontu ubocum turo bintis lubinaz aiu bercanticum
B.4. abulos bintis tirtu aiancum abulos bintis abulu louzocum
B.5. uzeisunos bintis acainaz letontu uicanocum suostuno/s
B.6. bintis tirtanos statulicum lesunos bintis nouantutaz
B.7. letontu aiancum melmunos bintis useizu aiancum tauro [bin]/tis
B.8. abulu aiancum tauro bintis letontu leticum abulos bintis
B.9. [ ]ucontaz letontu esocum abulos bintis



Leponzio : Iscrizione di Prestino

Leponzio : Iscrizione di Prestino

Quest’architrave di pietra (dimensioni ca. : 18 x 380 x 33 cm) è stato trovato nel 1966 durante uno scavo di emergenza vicino a Como. È attualmente conservata nel Museo Civico “Paolo Giovio” di Como (n°inv. : 8777).

È stato datato alla fine del VI o più probabilmente all’inizio del V sec. a..C., sulla base di elementi archeologici ed epigrafici.

L'iscrizione, ben incisa, è scritta in alfabeto lepontico (detto talvolta "di Lugano"). Il luogo di rinvenimento si trova in effetti ad una quarantina di chilometri a sud-est di Lugano.

Si tratta di una delle pochissime iscrizioni che attestano la presenza di popolazioni celtiche in Italia prima del IV sec. a. C.

Si legge, da destra a sinistra:

 

U sT4 sE sT4 sseparator3 sŚ6 sE sT4 sI sS2 sseparator3 sS2 dO sP sE sN sO sU sI sR sA24 sseparator3 sS2 dO sP sO sI sU sA24 sI sT4 sL sV sU sseparator3 sU sΘ3 sE sL sA24 sI sL sP sseparator3 sS2 sI sZ5 sO sK4 sO sM sA24 sV sU s

uvamokozis : plialeθu : uvltiauiopos : ariuonepos : siteś : tetu

Gli specialisti hanno rilevato l’uso di lettere estranee alla scrittura leponzia abituale (la V, Z e θ). Si notano inoltre delle interpunzioni triple.

L'iscrizione presenta una forma SOV assai semplice. È possibile vedere in uvamokozis : plialeθu il nome del dedicante (al nominativo), poi il nome del destinatario (al dativo : uvltiauiopos : ariuonepos e un oggetto (siteś), senza dubbio l’iscrizione stessa, (all’accusativo) ed infine un verbo alla terza persona singolare (tetu) .

J.Eska  pensa di avere trovato la fricativa bilabiale sorda dell'indo-europeo nella grafia uvamo-kozis da interpretare come uφamo - kotsis < * up-ṃmo-ghostis « having supreme guests ».

Tuttavia, al momento attuale il corpus celtico cisalpino non permette di precisare maggiormente gli aspetti linguistici di questa iscrizione.