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Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Latino

a cura di: Filippo Battistoni


  • Presentazione
  • Le scritture

La lingua latina è attestata originariamente nel Latium vetus (all’incirca la zona compresa tra il Tevere e il Liri), e propria delle popolazioni che vi abitavano (Latini). Lingua di Roma, divenne quella ufficiale dell’impero, anche se nella parte orientale si continuò ad utilizzare il greco, e come tale diede poi origine al gruppo romanzo (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno, ladino). Il latino è oggi utilizzato nei documenti ufficiali dello Stato pontificio.

Si tratta di una lingua di ceppo indoeuropeo, imparentata strettamente con l’osco-umbro, le cui prime sicure attestazioni risalgono al VI secolo a.C. Essa ebbe influenze da parte delle altre lingue italiche (in primis falisco e sabellico), ma in particolar modo dall’etrusco e dal greco.

Fino al III secolo si hanno esclusivamente testimonianze epigrafiche, la cui estensione pone dei limiti agli studi linguistici ed alcuni testi rimangono tuttora di interpretazione discussa (tra i più famosi: vaso di Dueno e cippo del foro). Essi consentono tuttavia di osservare delle differenze tra il latino di Roma e quello di altri oppida latini. Per lo stesso periodo si hanno alcune testimonianze indirette in fonti letterarie (carmen saliare, leggi delle XII tavole etc.). Il primo cospicuo insieme testuale si ha con le commedie di Plauto, la lingua delle cui opere è sostanzialmente simile a quella più ampiamente rappresentata di età augustea.

Occasionalmente l’alfabeto latino venne usato anche per la traslitterazione di testi in altre lingue. Alcuni esempi più significativi sono quello dell’osco (tabula Bantina) e dell’umbro (tabulae Iguvinae)



Le scritture

  1. Latino