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Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Sudarabico antico

a cura di: Alessia Prioletta


  • Presentazione
  • Le scritture
  • Approfondimenti

Il Sudarabico antico è un’etichetta, di tipo puramente geografico, che designa un gruppo di quattro lingue semitiche, attestate dalla fine del II – inizio I millennio a. C. fino all’avvento dell’Islam nell’attuale Yemen, nella parte meridionale della penisola araba. Le lingue sudarabiche: sabeo, qatabanico, mineo e hadramawtico, prendono il nome dai quattro regni sudarabici (Sabaʼ, Qatabān, Ma‘in e Ḥaḍramawt), stati tribali i cui nomi furono tramandati anche nelle fonti greco-romane.
Nella terminologia inglese, oltre a Ancient South Arabian, si usa talvolta Old South Arabian e Epigraphic South Arabian. Lo studioso A. F. L. Beeston preferì coniare il termine di Ṣayhadic, derivante dal deserto di Ṣayhad, lungo i cui bordi si svilupparono i più antichi regni sudarabici.

Il Sudarabico antico, tradizionalmente inserito dai semitisti nel semitico meridionale, da meno di trent’anni è classificato invece nel semitico centrale, insieme al nordarabico (nordarabico antico e arabo) e al semitico del nord-ovest (Cananaico, Aramaico, Ugaritico).
Il Sudarabico antico forma una famiglia linguistica le cui lingue (in precedenza chiamate per lo più dialetti) condividono una serie di caratteristiche comuni: oltre alla scrittura, esiste infatti un numero di isoglosse fonetiche (tre sibilanti sorde non enfatiche), morfologiche (articolo suffisso -n), sintattiche e lessicali.
Tuttavia, queste lingue presentano anche tratti distinti, che accomunano solo alcune lingue tra di loro o sono del tutto specifiche. Dal punto di vista morfologico, l’opposizione più evidente è quella tra le forme in s1 (nei pronomi e nel causativo verbale) proprie del qatabanico, mineo e hadramawtico, e le forme in h proprie del sabeo. Ma differenze più o meno marcate sono evidenti anche nell’uso delle matres lectionis, nei paradigmi verbali e pronominali oltre che nel lessico tecnico.

Il crescente livello di diversità esistente tra queste lingue, che sta emergendo grazie ai nuovi dati a disposizione e a studi specifici intrapresi in anni recenti, è interpretato in modo diverso dagli studiosi. Una prima tendenza, che si rifà all’idea tradizionale secondo cui la cultura sudarabica si è formata in seguito ad una migrazione di popolazioni dall’area siro-palestinese, vede nel sabeo la lingua più recente ed innovatrice, che si sarebbe istallata su un sostrato linguistico arcaico di tipo meridionale. Una seconda teoria, che sostiene l’idea di una formazione endogena della cultura sudarabica, ritiene anche, dal punto di vista linguistico, che le lingue sudarabiche si siano formate attraverso un lungo processo di differenziazione da una fase proto-storica comune.



Le scritture

  1. Sudarabico antico


Approfondimenti

  1. Bibliografia