Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Cipriota

a cura di: Anna Cannavò


  • Presentazione
  • Le scritture

Il cipriota è una varietà dialettale del greco, appartenente al gruppo arcado-cipriota, attestata a Cipro a partire dall’XI sec. a.C. fino all’età ellenistica, e trascritta nella locale scrittura sillabica.

Le isoglosse arcado-cipriote, comuni in parte anche al cretese e al dialetto della Panfilia, hanno dei forti punti di contatto con il miceneo: l’ipotesi più accreditata (ma non l’unica esistente) è che il gruppo arcado-cipriota si sia distaccato dal miceneo in una fase relativamente recente di quest’ultimo, e dopo la fine della civiltà micenea si sia diffuso attestandosi in particolare in Arcadia (al centro del Peloponneso) e a Cipro, con momenti di interazione con il dialetto cretese e con la lingua della Panfilia.

Il cipriota, dopo la sua introduzione a Cipro, sviluppa alcune peculiarità che lo distinguono dagli altri dialetti del greco:

- peculiarità linguistiche: alcuni tratti sono specifici del cipriota, non solo rispetto agli altri gruppi dialettali del greco e al miceneo, ma anche rispetto all’arcadico (ad es., dal punto di vista della fonetica, il trattamento delle labiovelari).

- l’adozione di una scrittura di tipo sillabico (il sillabario cipriota, evoluzione della locale scrittura di tipo sillabico di II millennio a.C., il cipro-minoico) a fronte della diffusione, in tutto il resto del mondo greco, di una scrittura alfabetica, derivata dal fenicio, nelle diverse varianti epicorie.

Per un approfondimento riguardante il dialetto cipriota – fonetica, grammatica storica, ecc. – la migliore trattazione è l'opera recente di Markus Egetmeyer (professore di linguistica greca all'università di Paris IV), Le dialecte grec ancien de Chypre, Berlin 2010. Per quanto riguarda, invece, l’impiego del sillabario per la trascrizione del dialetto cipriota, si veda la sintesi di O. Masson, Les inscriptions chypriotes syllabiques, Paris 1983 (2a ed.), p. 68-80.