Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Sudpiceno

- VI - III secolo a.Cr.


Esempi di scrittura



Iscrizione sul 'guerriero' di Capestrano.

Iscrizione sul 'guerriero' di Capestrano.
Fonte: Su gentile concessione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo - Chieti

 Il monumento è stato rinvenuto nel 1934 presso la località di Capestrano in provincia de L'Aquila ed è attualmente custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti (n. inv. 4426).
Si tratta di una statua-stele che presenta sul pilastrino di destra che la sorregge una iscrizione che corre con verso sinistrorso dal basso verso l'alto. Il testo misura cm 98 e presenta due punti in lacuna, mentre la parte finale del testo è interessata da una erasione che coinvolge tutta l'area e preclude la lettura del testo per uno spazio di circa cm 9. L'altezza delle lettere varia da cm 1.5 a cm 3.5; la scriptio è continua.

 

Testo:

A. La Regina 1978:

ma kuprí koram opsút aninis rakinevíi pom[...]íi

A. Marinetti 1985:

ma kuprí koram opsút aninis rakinevíi pomp[--]í

A. La Regina 2010:
ma kuprí koram opsút Aninis raki Nevíi Pomp[uled]íi

 

Interpretazione: si tratta di una iscrizione con un formularità ‘parlante’. Si identificano: l’oggetto che parla in prima persona, premettendo il pronome personale, ma kuprí koram; il verbo dell’azione connessa al ‘fare’,  opsút; il soggetto, Aninis e il destinatario dell’azione, rakinevíi/raki Nevíi Pomp[uled]íi.

Si tratta dunque di una iscrizione che accompagna il monumento, che riporta il nome dell’artista a cui la statua fu commissionata e la menzione del destinatario che doveva appartenere indiscutibilmente agli strati più alti della società; in questo raki La Regina riconosce un rimando alla regalità presso le popolazioni locali.

 

Bibliografia di riferimento: A. La Regina, Capestrano, in V. Cianfarani - L. Franchi dell'Orto - A. La Regina, Culture adriatiche antiche d'Abruzzo e di Molise, Roma 1978pp. 310-312; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene. I testi, Firenze 1985, pp. 239-243 (AQ. 2) e figg. 28-31; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene, in AA.VV., Piceni popolo d'Europa, Roma 1999, p. 139; A. La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, (a cura di) L. F. Dell'Orto, Roma 2010, pp. 239-245 e 261, nr. 16;  M. H. Crawford (with W.M. Broadhead - J. P. T. Clackson - F. Santangelo - S. Thompson - M. Watmough; computing by E. Bissa - G. Bodard), Imagines Italicae. A corpus of Italic inscriptions, in Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement 110, The Institute of Classical Studies University of London Vol. I-III, London 2011, pp. 226-227.



Iscrizione su stele da Penna Sant'Andrea (Teramo) I.

Iscrizione su stele da Penna Sant'Andrea (Teramo) I.
Fonte: Su gentile concessione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo - Chieti

 Il monumento è stato rinvenuto negli anni 1973 e 1974 presso la località di Penna Sant'Andrea in provincia di Teramo ed è attualmente conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti (n. inv. 10016-10018).
Si tratta di una stele che si costituisce di tre frammenti solidali e ricomposti (h. cm 218 x largh. cm 37,5 x spess. cm 15,5); la sommità del frammento superiore presenta una figurazione di una testa umana. L'iscrizione prende avvio nella parte inferiore destra e  corre con verso alternativamente sinistrorso e destrorso su quattro righe presentando in alcuni casi il ribaltamento dei grafi. L'altezza delle lettere misura cm 5; è presente la puntuazione interverbale ed è resa mediante tra punti sovrapposti ottenuti a trapano.

 

Testo:

A. Marinetti 1985:

śidom ⁝ safinús ⁝ estuf ⁝ eśelsít ⁝ tíom ⁝ po/vaisis ⁝ pidaitúpas ⁝ fitiasom ⁝ múfqlúm ⁝ me[n/t]fistrúí ⁝ nemúnei ⁝ praistaít ⁝ panivú ⁝ meitims ⁝ saf/inas ⁝ tútas ⁝ trebegies ⁝ titúípraistaklasa posmúiš

Interpretazione: l’iscrizione è tra le più lunghe all’interno del corpus sudpiceno e presenta un alto grado di complessità testuale e articolazione sintattica. I nuclei di evidenza sono forniti dai seguenti elementi di lessico: safino-  forma aggettivale che indica la sabinità; túta- sostantivo appartenente al lessico istituzionale, già attestato in altri ambiti epigrafici dell’Italia antica, che indica la comunità; praistakla(sa) indica l’oggetto eretto, ovvero il monumento dedicato. Si riconoscono inoltre la forma verbale praistaít con il valore di ‘ereggere, innalzare’, l'elemento deittico esto ‘codesto’ e i pronomi posmúi ‘cui’ e tíom ‘te’. Qui il tu si riferisce all’individuo a cui sono dedicati il monumento e l’iscrizione. L’ipotesi è che si tratti di un testo elogiativo-commemorativo dedicato dalla comunità che innalza il monumento in onore di una figura rilevante all’interno del gruppo sociale.

 

Bibliografia di riferimento: A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene. I testi, Firenze 1985, pp. 215-217 (TE. 5) e fig. 21; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene, in AA.VV., Piceni popolo d'Europa, Roma 1999, p. 137; A. La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, (a cura di) L. F. Dell'Orto, Roma 2010, pp. 258-260, nr. 13; M. H. Crawford (with W.M. Broadhead - J. P. T. Clackson - F. Santangelo - S. Thompson - M. Watmough; computing by E. Bissa - G. Bodard), Imagines Italicae. A corpus of Italic inscriptions, in Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement 110, The Institute of Classical Studies University of London Vol. I-III, London 2011, pp. 196-197.

 



Iscrizione su stele da Penna Sant'Andrea (Teramo) II.

Iscrizione su stele da Penna Sant'Andrea (Teramo) II.
Fonte: Su gentile concessione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo - Chieti

Il monumento è stato rinvenuto nel 1973 presso la località di Penna Sant'Andrea in provincia di Teramo ed è attualmente conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti (n. inv. 10014). Si tratta della parte alta di una stele che presenta alla sommità una figurazione di una testa umana (h. cm 74 x largh. cm 45 x spess. da cm 12,5 a cm 16.5). L'iscrizione corre con verso alternativamente destrorso e sinistrorso su una riga presentando in alcuni casi il ribaltamento dei grafi. L'altezza delle lettere misura cm 4.5; è presente la puntuazione interverbale ed è resa mediante tra punti sovrapposti ottenuti a trapano.


Testo:

A. Marinetti 1985:

]nis safinúm / nerf pe/rsukant p[

 

Interpretazione: il testo è molto frammentario, tuttavia sono individuabili alcune evidenze lessicali. Sono menzionati i nerf  principes’ dei Sabini (genitivo plurale safinúm) che compiono l’azione espressa dal verbo persukant, la cui radice è connessa al valore di ‘chiamare, celebrare’. L’ipotesi è che si tratti di un testo elogiativo-commemorativo dedicato dai principali esponenti della comunità.

 

Bibliografia di riferimento: A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene. I testi, Firenze 1985, pp. 218-219 (TE. 6) e figg. 18-20; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene, in AA.VV., Piceni popolo d'Europa, Roma 1999, p. 137; A. La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, (a cura di) L. F. Dell'Orto, Roma 2010, pp. 260, nr. 14; M. H. Crawford (with W.M. Broadhead - J. P. T. Clackson - F. Santangelo - S. Thompson - M. Watmough; computing by E. Bissa - G. Bodard), Imagines Italicae. A corpus of Italic inscriptions, in Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement 110, The Institute of Classical Studies University of London Vol. I-III, London 2011, pp. 198-199.



Iscrizione su stele da Penna Sant'Andrea (Teramo) III.

Iscrizione su stele da Penna Sant'Andrea (Teramo) III.
Fonte: Fonte

 Il monumento è stato rinvenuto nel 1973 presso la località di Penna Sant'Andrea in provincia di Teramo ed è attualmente conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti (n. inv. 10015). Si tratta di un frammento di una stele (h. cm 88 x largh. cm 48 x spess. da cm 15 a cm 17). L'iscrizione corre su sei righe il cui andamento è stato variamente interpretato: mentre A. Marinetti sostiene che le due righe di scrittura poste nella parte destra dello specchio scrittorio non siano in successione, A. La Regina sostiene che l'iscrizione prenda avvio nella parte sinistra del monumento e corra, dall'alto verso il basso, con andamento bustrofedico su tre segmenti continui. L'altezza delle lettere misura cm 4.5; è presente la puntuazione interverbale ed è resa mediante tra punti sovrapposti ottenuti a trapano.


Testo:

A. Marinetti 1985:

brímeidinaisepe[                  ]psúqqoras

qdufenúí

]rtúr
brímeqlúíalíntiomokreísafina[/

]nipstoútatefeíposmúipraistaínta[

 

Interpretazione: il testo è frammentario e manca di una lunghezza che potrebbe essere pari a quella conservata. Si registrano le seguenti evidenze lessicali: touta e okreí che indicano rispettivamente la comunità e l’arce, determinati verosimilmente dalla forma aggettivale safina[; la forma verbale da integrarsi come o]psúq  e da connettere al valore del ‘fare’;  qoras  che indica i monumenti oggetto della dedica e tefeí pronome personale al dativo ‘a te’. L’ipotesi è che possa trattarsi di una dedica ad un personaggio culturalmente e socialmente elevato che si configura con il tu all’interno del testo iscritto.

 

Bibliografia di riferimento: A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene. I testi, Firenze 1985, pp. 220-223 (TE. 7) e figg. 18-20; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene, in AA.VV., Piceni popolo d'Europa, Roma 1999, p. 138; A. La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, (a cura di) L. F. Dell'Orto, Roma 2010, pp. 260-261, nr. 15; M. H. Crawford (with W.M. Broadhead - J. P. T. Clackson - F. Santangelo - S. Thompson - M. Watmough; computing by E. Bissa - G. Bodard), Imagines Italicae. A corpus of Italic inscriptions, in Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement 110, The Institute of Classical Studies University of London Vol. I-III, London 2011, pp. 200-201.



Iscrizione su bracciale bronzeo dalla valle del Pescara.

Iscrizione su bracciale bronzeo dalla valle del Pescara.
Fonte: Su gentile concessione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo - Chieti

Le bracelet en bronze provient d’une fouille sporadique et l’aire de sa découverte demeure inconnue même si elle peut être circonscrite dans la zone de la vallée de Pescara; il est actuellement conservé au Museo Archeologico Nazionale de Chieti (n. inv. 27048).

La plaque (longueur 29 cm x largeur de 1,05 cm à 1,25 cm x épaisseur 0.1 cm) s’enroule en forme de spirale et se présente fragmentée à ses deux extrêmités; l’inscription a un mouvement boustrophédique sur la surface en bronze qui présente aussi une décoration en forme de dent de loup; cet objet présente une restauration datant d’une période ancienne tandis que la cassure des extrêmités a causé la destruction et donc la perte d’une partie considérable de l’inscription. Les lettres mesurent de 0,2 à 0,4 cm de hauteur; la ponctuation inter-mots est obtenue par trois points superposés.

Texte:

A. La Regina 2010:

[...]ômeô ·lufaniom ·ombriíen [ · ] akren ·postiknam ·putiô · knúskem · dúnoô · defia · uflfú [ · ] [...?...] ·titiúô · tefeô ·

Interprétation: on relève dans le texte un certain nombre d’évidences lexicales parmi lesquelles la forme duno-, vraisemblablement un verbe lié à l’action de ‘donner’; le lexème postiknúm qui identifie l’objet votif; on pense également reconnaître dans la forme fefe- un prétérit du verbe ‘faire’, tandis que la mention de l’ombriíen akren constitue un élément intéressant au niveau culturel. On suppose qu’il s’agit d’une dédicace sur un objet votif même si la référence au destinataire et à la campagne ombrienne n’est pas évidente.

 

Bibliographie de référence: A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene. I testi, Firenze 1985, p. 233 (CH. 2) ; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene, in AA.VV., Piceni popolo d'Europa, Roma 1999, p. 138; A. La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, (a cura di) L. F. Dell'Orto, Roma 2010, pp. 262-266 (nr. 19); M. H. Crawford (with W.M. Broadhead - J. P. T. Clackson - F. Santangelo - S. Thompson - M. Watmough; computing by E. Bissa - G. Bodard), Imagines Italicae. A corpus of Italic inscriptions, in Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement 110, The Institute of Classical Studies University of London Vol. I-III, London 2011, pp. 251-252.



Iscrizione su stele da Castel di Ieri (Aquila).

Iscrizione su stele da Castel di Ieri (Aquila).
Fonte: Su gentile concessione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo - Chieti

Il monumento è stato rinvenuto nel 1949 presso la località di Castel di Ieri in provincia de L'Aquila ed è attualmente custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti (n. inv. 5006).
Si tratta di un frammento di una stele in calcare (h. cm 53 x largh. cm 25; spess. cm 16) lacunoso nella parte superiore e nella parte inferiore su cui corre una iscrizione su tre righe dal basso verso l’alto con andamento bustrofedico. La superficie del supporto si presenta in alcune aree consunta e, in alcuni casi, rende difficile la lettura. L'altezza dei grafi misura cm 3; la puntuazione interverbale è presente ed è resa mediante tre punti sovrapposti ottenuti a trapano.

 

Testo:

A. Marinetti 1985:

]ah⁝ selahpimpíh [/

]m[-]oharmeproioser[/

]oiúsboúediínhaligatú[

 

Interpretazione: questo testo è esemplificativo delle difficoltà interpretative che spesso i testi sudpiceni pongono, infatti il monumento è frammentario e non è nemmeno possibile operare inferenze sulla lunghezza del testo caduto in lacuna. Non si registrano evidenze significative; tuttavia nella forma boúediín potrebbe essere riscontrata la forma di un etnico che richiamerebbe quello del pagus Boedinus successivamente attestato in una iscrizione latina.

 

 

Bibliografia di riferimento: A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene. I testi, Firenze 1985, pp. 244-246 (AQ. 3) e fig. 32; A. Marinetti, Le iscrizioni sudpicene, in AA.VV., Piceni popolo d'Europa, Roma 1999, p. 139; A. La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, (a cura di) L. F. Dell'Orto, Roma 2010, p. 262 (nr. 18); M. H. Crawford (with W.M. Broadhead - J. P. T. Clackson - F. Santangelo - S. Thompson - M. Watmough; computing by E. Bissa - G. Bodard), Imagines Italicae. A corpus of Italic inscriptions, in Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement 110, The Institute of Classical Studies University of London Vol. I-III, London 2011, pp. 242-243.